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Lo Zen e il fumo della pipa

di: Umberto Defilippi

“Lo zen ed il fumo della pipa” non è stato concepito come un’astuzia per ricalcare titoli famosi che hanno incontrato l’interesse del pubblico. La pipa, in questo caso, rappresenta il filo conduttore di un percorso intellettuale che, a seguito di un’accurata analisi, offre una proposta concettuale che si traduce anche in un messaggio per un nuovo approccio alla realtà quotidiana.

L’opera è di 120 pagine suddivise in 10 capitoli, è un saggio di natura epistemologica, ovvero analizza i meccanismi conoscitivi dell’essere umano nei suoi due grandi filoni: il pensiero che si sviluppa attraverso il linguaggio (prendendo in esame quelli fonetici, quelli matematici, musicali ed indagando sui limiti che gli schemi linguistici impongono alla capacità di formulare i concetti) e quello dell’esperienza mistica attraverso lo zen, il taoismo, lo yoga, ecc..

Il testo, pur esaminando approfonditamente le matrici culturali del pensiero orientale nei risvolti del simbolismo religioso, non nasce da pregiudiziali di carattere aprioristico né ricalca ammiccamenti verso culture esotiche viste come formule liberatrici, anzi chiarisce molto bene, seppur in termini sintetici, il percorso storico che ha determinato, il formarsi di alcuni “concetti base” del nostro apparato intellettuale.

Vengono investigati i meccanismi cognitivi, con abbondanza di citazioni e note, nonché le caratteristiche psicologiche, antropologiche, filosofiche dei vari linguaggi quali veicoli della capacità conoscitiva, non trascurando l’incidenza della pubblicità o internet ed, in ultimo, il lavoro si conclude con l’indicazione di una ricomposizione delle varie fratture intellettuali che l’essere umano ha subito e vive tuttora inconsapevolmente.

Il saggio è, data la densità dei contenuti, necessariamente breve ed ogni capitolo si apre con un rapporto personale, o indicazioni più tecniche, verso il fumo della pipa.

Fumare la pipa, in questo libro, non è presentato come un piacere o un vizio né l’approccio è di carattere tecnico; la pipa è considerata dall’autore un suo prezioso strumento per ricavare uno spazio per se stesso, sottraendolo all’alienazione di un’organizzazione sociale che ci vuole fortemente impegnati a “fare qualcosa”, avendo quasi timore di concederci un po’ di tempo per un contatto con il nostro intimo, i nostri pensieri non contingenti, il nostro immaginario. In questo senso la pipa diventa uno strumento unico e fumarla non un evasione, ma il recupero di un sé dimenticato.

ISBN: 978-88-86626-93-2

Formato cm 14,5×21, 128 pagine

Prezzo 11,88 €

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